Durata Viaggio

Ho fatto il giro del mondo in 157 giorni e 4 ore

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mercoledì 14 luglio 2010

Going South

Cerco di scrivere sul mio Moleskine mentre il pullman attraversa una strada nell'entroterra, saranno quasi 2 ore che non fa una curva la strada e tutta dritta, a destra lo sconfinato bush australiano, solo erba secca fino all'orizzonte, nessuna traccia di presenza umana, a sinistra invece un bosco con alberi sconosciuti (sconosciuti non immaginatevi chissa cosa, normalissimi alberi con tanto di tronco rami foglie e anche se non le vedo suppongo ci siano le radici, molto probabilmente  li ho piantati in giardino e non me ne sono mai reso conto) ogni tanto si invertono a destra bosco a sinistra bush. La strada e stretta una corsia ad andare e una a tornare un po come l'aurelia, ai lati la banchina e sostituita da una piccola corsia di terra rossa.

Sono 5 ore che siedo in fondo all'autobus e  ne mancano ancora 3 alla mia meta quando si ferma in un posto magnifico: un paesello con una sola strada asfaltata, al centro c'e il "general store" un edificio di 2 piani costruito con la lamiera e il nome dipinto in nero con una bomboletta spray, anche le altre case sono nello stesso stile tranne alcune che penso siano dei prefabbricati. Dalla strada principale si diramano nel bosco e nel bush alcune strade sterrate con la solita terra rossa (ecco da dove viene quella dei campi da tennis).
Quel paesino sembra uscito dal set di qualche film. Quando l'autista si e fermato per caricare un pacco gli ho chiesto se poteva farmi scendere li, ma con mio immenso dispiacere mi ha detto che non c'era alcun posto per dormire e che il prossimo bus sarebbe passato quando ci sarebbe stato un altro pacco da ritirare.

Chiusa questa piccola digressione sulla bellezza e su quanto mi abbia colpito questo rapido passaggio nell'outback vediamo di aggiornarvi su quello che ho fatto negli ultimi giorni... 
Partendo da Townsville abbiamo raggiunto Airlie Beach un'altra minuscola cittadina costituita da due vie piene di ostelli, locali, fast food e ovviamente agenzie di viaggio che organizzano i vari tour (non avete idea di quante ce ne siano ovunque si vada, non so se ci sono piu tedeschi o agenzie). Arriviamo nel paesello all'ora di pranzo e trovato dove dormire andiamo a prenotare le escursioni alle Whitsundays Islands, Diego sceglie per un tour di 3 giorni con corso di immersioni, io invece di un "all in one day" con visita a Whithaven  Beach.
Dopo 3 giorni passati a stretto contatto e giunto il momento di salutarci, ci scambiamo i numeri ed un abbraccio con la promessa di incontrarci a Hervey Bay o Brisbane, o anche in Brasile, ma quando gli ho detto cosi la sua risposta e stata "I will be really really upset with you if we don't meet again before I leave Australia".
Senza ombra di dubbio Diego e l'unica persona incontrata in questo viaggio in cui ero sincero quando dicevo di volerlo rivedere, spero andra cosi...

Il giorno dopo sono stato svegliato dalle urla degli spagnoli, il che mi fa intuire oltre a chi sono i nuovi campioni del mondo che c'e qualcuno che non sia tedesco oltre a me in Australia. Ancora assonnato (erano le 7am) ho fatto il check out e ho preso l'autobus per il porto. Purtroppo  in barca ho preso pure un po di pioggia, non il clima migliore per godersi lo spettacolo della spiaggia che stavo per raggiungere: Whitsunday Island chiamata cosi perche quando Cook la scopri era la domenica prima di pasqua... E' l'isola con la spiaggia sabbiosa piu grande del mondo, un luogo fantastico: acqua cristallina e sabbia bianca, le dimensioni della spiaggia variano in continuazione a causa della marea che puo abbassarsi anche di un metro in pochi minuti, il posto e bellissimo ma non mi stupisce piu di tanto, non quanto West Point, sara stato il tempo o anche la folla di gente che invadeva la spiaggia, congelandosi pur di fare una foto mentre stanno nel mare che bagna la spiaggia, ultime due cose degne di nota: guadagnate 2 immersioni gratuite anziche una a pagamento, in cambio ho aiutato il divemaster a seguire tutte le persone che doveva tirarsi dietro che non erano di un livello adatto all'immersione; seconda cosa ho conosciuto un tedesco (tedesco chi lo avrebbe detto mai) che si e rotto la caviglia cascando dal letto a castello, a confermare la mia teoria che il letto sotto e il migliore.

Quel che ho fatto il giorno dopo e degno di una strisciolina:
Sono stato in autobus dalle 11 alle 19 per raggiungere Rockhampton, sceso dal pullman ho seguito un Olandese che si era mostrato molto sicuro su dove andare, e dopo un quarto d'ora che camminavamo mi son fatto venire i dubbi e ho controllato la mappa, semplicemente invece che girare a sinistra era andato a destra, in pratica teneva la mappa al contrario e cosi ci ha fatto perdere, il coglione aveva pure un tom tom e si e perso. Ho preso io la mappa e lo ho riportato sulla retta via (faccio ritrovare la strada alle pecorelle smarrite). Citta del nulla alle 8 tutto chiuso.   


Ho scoperto che i miei problemi con l'inglese non sono dovuti a me, ma semplicemente che quasi tutti e i madrelingua inglese parlano il loro dialetto, come se a uno straniero che ha studiato l'italiano lo metti a parlare con un sardo... 

Mi sono anche reso conto di quali sono le frasi che mi sento dire piu spesso:

1) Oh Rome, Cool
2) I'm German
3) You are Italian! So you are a good chef


3 commenti:

  1. Claudio che brutto commento!

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  2. Stefano, come avrai già notato anche su facebook d'ora in poi ti risponderò in modo secco e conciso:

    whore.

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